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H&M IN CINA, COSA DIRE E NON DIRE

H&M in Cina ha registrato una perdita importante a seguito di uno scandalo, scopriamo di cosa si tratta e come viene percepito H&M in Cina.

Lo scandalo accaduto pochi anni fa a Dolce&Gabbana in Cina, si sta ripetendo alla multinazionale dell’abbigliamento H&M, creando una perdita disastrosa per il brand svedese.

Cosa è successo ad H&M in Cina?

H&M è un vero colosso dell’abbigliamento con 5076 punti vendita nel 2019 e 126376 dipendenti nel 2019 (fonte:statista.com)

Per H&M a causa della pandemia, nel 2020 è accaduto un inevitabile calo delle vendite fisiche, compensato però da una forte presenza sulle piattaforme di e-commerce, col risultato quindi che pur calando del 18% a livello mondo, il fatturato si è comunque attestato su 18,5 miliardi di euro.

Posizionamento H&M nel mercato cinese

H&M in Cina conta 520 store e un fatturato tra novembre 2019 e novembre 2020 di quasi un miliardo di euro, la Cina rappresenta per H&M il quarto mercato al mondo.

Poche settimane fa i vertici dell’azienda emanavano un comunicato, poi ritirato, nel quale esprimevano “forti dubbi”, sulle condizioni di lavoro degli addetti alla raccolta del cotone nella regione dello Xinjiang e manifestavano l’intenzione di non comprare più il cotone prodotto in quella regione.

In questa regione viene prodotto l’87 del cotone cinese e il 7% della produzione mondiale. I lavoratori appartengono per lo più alla etnia Uiguri, una minoranza etnica di religione musulmana.

L’accusa che viene mossa all’apparato cinese è quella di costringere questa popolazione a lavorare in questi campi in maniera forzata, in condizioni di quasi schiavitù.

Il comunicato venne ritirato e la cosa parve finire lì ma, molto recentemente sono scattate le sanzioni dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea per lo stesso motivo.

Le conseguenze di H&M nel mercato cinese

Con una operazione impressionante per velocità, dimensioni e coordinamento, tutti i mass media si sono schierati in difesa dell’orgoglio nazionale, molti store hanno chiuso per protesta, praticamente tutti gli influencer hanno suggerito il boicottaggio degli acquisti dei prodotti H&M.

Impressionante poi ciò che è avvenuto sui social: con un tempismo disarmante il network Weibo ha lanciato con grande successo la campagna: “IO SOSTENGO IL COTONE DELLO XINJIANG”.

Contemporaneamente H&M è sparita completamente dai social e in generale dal web, al punto che non si riesce nemmeno più a localizzare gli store.

H&M è sparito completamente anche dalle piattaforme di e-commerce compresa la multinazionale del miliardario Jack Ma, Alibaba.

La questione del Xinjiang in Cina

Nonostante i timidi tentativi di giustificarsi le vendite di H&M in Cina si sono di fatto AZZERATE e, anche nel caso in cui l’establishment cinese “perdonasse” H&M il danno di immagine è talmente grande che riesce davvero difficile immaginare quale possa essere il futuro di questa azienda nel “paese di mezzo”.

Attraverso questo articolo rimarchimo il ruolo estremamente rilevante dei social media nella società mondiale e in particola modo quella cinese.

Prendere parte ad opinioni politiche in Cina può risultare davvero rischioso, di conseguenza suggeriamo di valutare con estrema attenzione cosa dire e non dire nel prossimo mercato più grande al mondo.

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Luigi Pelissero

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