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OLIMPIADI BEIJING, CINA 2008

Era il 2001, Pechino fremeva nell’attesa di ricevere la visita dei rappresentanti del Comitato olimpico internazionale che doveva decidere chi tra la capitale cinese, Toronto, Parigi, Istambul e Osaka fosse più degna di ospitare i giochi.

La Cina voleva fortemente vincere l’assegnazione e quindi dispiegò tutte le forze che aveva in campo.

Olympics 2008

All’epoca non ero molto interessato alla geopolitica.

A Pechino mi occupavo della L&Y Partners, società di consulenza che dirigevo insieme al mio socio e che si occupava soprattutto di aiutare i produttori vinicoli italiani a entrare nel mercato del paese di mezzo.

Tuttavia, pur disinteressandomi della faccenda non potevo non notare il fermento che c’era in giro.

La TV non parlava d’altro. La gente non parlava d’altro.

Seguivo un motore di ricerca cinese chiamato Sohu e lo seguivo perché aveva una sua versione in inglese.

Beijing 2008

Come suddetto la cosa non mi interessava molto ma un giorno rimasi colpito da un fatto:

All’epoca Pechino era una megalopoli che si alimentava fondamentalmente a carbone.

Il traffico devastante e intenso come può esserlo in una società che si sta motorizzando tutta di un colpo.

Riuscite a immaginare come doveva essere l’aria? Il cielo?

L’inquinamento era così forte che quando tornavo a casa la sera sentivo la necessità di lavarmi e il naso e quando lo soffiavo, usciva (perdonatemi), roba NERA!

Immaginate quindi lo stato delle aiuole e dei piccoli pezzi di prato cittadini.

Tutto questo non avrebbe sicuramente fatto buona impressione sui rappresentati del CIO (Comitato Olimpico Internazionale)…

Olimpiadi Cina

Bene, non voglio darvi contezza dei titanici sforzi fatti dall’amministrazione per rendere Pechino “adeguata” alla bisogna ma desidero sottolineare due “fatterelli” che mi colpirono:

Per le siepi e i quadratini di prato vicini ai palazzi: con i miei occhi vidi operai spruzzarvi vernice verde!

Facile per le aiuole… ma il cielo?

Beijing city

Beh, vennero chiuse le fabbriche, bloccate le centrali a carbone, limitata la circolazione e stoppato anzi annullato lo street food!

Si, i cinesi amano cucinare e comprare cibo per strada.

Uno dei cibi più gettonati sono degli spiedini di carne di pecora curiosamente molto simili agli arrosticini di abruzzese tradizione.

Questi arrosticini vengono cotti su piccoli barbeque alimentati a carbonella e una volta cotti passati in una miscela di spezie e peperoncino.

street food

Si accompagnano con verdure saltate (tipo fagiolini ma freddi), e sono davvero ottimi, specie se accompagnati da una fresca birra alla spina.

Ma essendo alimentati a carbone non andavano bene e quindi in quei giorni vennero proibiti.

Dalla notte al giorno. Spariti!

Insomma, in un modo o nell’altro nei giorni della visita il cielo apparve di un passabile azzurro.

La sfida era vinta

Stadio a nido

In occasione dei giochi Pechino riuscì a stupire il mondo, non tanto con l’imponenza della cerimonia inaugurale quanto con l’immagine che diede di città moderna e anche con l’arditezza architettonica di alcune costruzioni su tutte il famosissimo stadio denominato “nido di rondine”.

 

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Luigi Pelissero

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