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SFIDA GLOBALE PER IL VACCINO AL COVID-19

Mi ha molto colpito una dichiarazione del direttore dell’istituto Spallanzani di Roma riguardo all’inizio della sperimentazione sugli essere umani del nuovo vaccino tutto italiano.

Egli afferma la necessità di  un vaccino di nostra produzione per “non essere schiavi di altri paesi”.

Il che mi porta ad una riflessione…al di là dei risvolti sanitari questa corsa al vaccino mi ricorda un pò quella verso lo spazio che si combattè negli anni ’60 tra USA e URSS.

Raggiungere per primi lo spazio sarebbe stata una vittoria inimmaginabile in termini propagandistici con i sovietici che vinsero la prima battaglia mandando per primi un uomo in orbita ma con gli americani che vinsero la guerra raggiungendo per primi la luna.

Oggi lo scenario è diverso e agli attori in campo si è aggiunto un terzo protagonista: la Cina.

Su un piano generale tutte e tre le potenze vogliono essere le prime a sviluppare il vaccino e non solo per ragioni umanitarie ma anche perché vogliono dimostrare la propria potenza tecnologica.

Andando più nello specifico possiamo dire che a Trump servirebbe una “vittoria”,  per rimediare ai guasti della terribile prova di incompetenza e superficialità nella gestione dell’epidemia.

Per lui sarebbe una vittoria doppia perché non solo potrebbe sbraitare ai quattro venti la superiorità Americana ma lo farebbe addirittura ai danni della stessa Cina che tanti fastidi continua a procurargli.


È recente la notizia che una delle sue più importanti collaboratrici Kellyanne Conway si è dimessa “per evitare drammi famigliari”, dato che, oltre al marito, anche la figlia è una feroce oppositrice del Presidente lanciando i suoi strali indovinate da dove?

Ma dall’odiato TIK TOK naturalmente!

 

 

Quindi Trump si presenterebbe agli elettori con la baldanza di “quello che ha salvato il mondo”, contro “quelli che lo infettano”.

Se fossero invece i cinesi ad arrivare potrebbero approfittare dell’occasione per “farsi perdonare”, ma al tempo stesso, magari elargendolo in forma gratuita ai paesi più poveri, rafforzando ancora di più i già consistenti legami con alcuni di essi, specialmente quelli africani.

 

E i Russi?

Nella loro fretta di annunciare già bello e pronto il vaccino io personalmente ci vedo più che altro un :

“Hey “Ricordatevi che ci siamo anche noi!”


Comunque…questa battaglia si combatte per ora nei laboratori e nelle aule politiche ma alla fine saranno di nuovo l‘opinione pubblica quindi internet e soprattutto i social a decretare il vero vincitore.

Luigi Pelissero

Fare branding è fondamentale per promuovere una corretta identità aziendale. Un marchio è una combinazione complessa di nome, logo, concetti associati, prodotti e valori.
In Cina, il mercato dell’e-commerce è cresciuto rapidamente e internet ha reso possibile la connessione e commercializzazione di prodotti e servizi fra paesi di